Il 3 giugno è stata presentata all’Università degli Studi Milano-Bicocca la quarta edizione di MIPEX (Integration Policies: Who Benefits? – MIPEX 2015), lo studio che mette a confronto le politiche di 38 nazioni in materia di immigrazione e integrazione. La ricerca ha analizzato tutti i paesi dell’Unione Europea, oltre a Australia, Canada, Islanda, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud, Svizzera, Turchia e Stati Uniti. Come nella precedente edizione, MIPEX ha preso in esame – attraverso 114 indicatori che richiamano scelte di politica e prassi amministrativa – otto diverse aree di interesse: mercato del lavoro; ricongiungimenti familiari; istruzione; assistenza sanitaria; partecipazione politica; accesso alla cittadinanza; residenza permanente; antidiscriminazione. L’indice di ricerca MIPEX è uno strumento molto utile per misurare l’effettiva realizzazione di politiche che possano favorire l’integrazione. Questa edizione – che vede la Fondazione Ismu nel consueto ruolo di referente e coordinatore della rilevazione che riguarda la realtà italiana – è stata curata congiuntamente da CIDOB (Barcelona Centre for International Affairs) e dal MPG (Migration policy group).
Presentati i risultati di MIPEX 2015
