In generale, il sistema di istruzione e formazione del nostro paese sembra presentare numerosi punti di debolezza, evidenziati chiaramente dal confronto europeo sugli indicatori. Gli obiettivi concordati per il 2020 a livello UE[2] sono lontani in quasi tutte le aree monitorate, e la tendenza degli anni passati non fa ipotizzare un agevole raggiungimento.
La situazione degli immigrati e dei loro figli, poi, è particolarmente difficile, specialmente per i numerosi early leavers e considerando le difficoltà di accesso degli adulti a corsi di formazione permanente, per cui è forte il rischio che i migranti siano e rimangano nella fascia di popolazione con più basso livello di istruzione.
La popolazione straniera si avvicina ormai all’8% dei residenti, al 10% se si considerano solo i minorenni: valorizzare le capacità e rafforzare le competenze di queste persone è un obiettivo importante sul piano economico e sociale. Tuttavia, gli sforzi in questa direzione sembrano ancora frammentati e poco incisivi. Il rapporto della Commissione europea indica numerosi punti di debolezza nel sistema di istruzione italiano, e il MIPEX (il Migrant Integration Policy Index prodotto dal British Council - http://www.mipex.eu/italy) valuta come piuttosto debole l’azione politica in favore dei migranti nella scuola: “Educating migrant pupils is area of weakness for Italy”...
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Comunicazione Territorio Relazioni: I sistemi educativi e i migranti
