Naturalmente l’importanza degli assetti organizzativi e istituzionali dei diversi paesi non riguarda solo la scuola. Prendiamo l’esempio dell’inserimento nel mercato del lavoro. Confrontato con una tabella che mostra grosse differenze tra il tasso di disoccupazione dei figli degli immigrati in diverse nazioni, il lettore potrebbe immaginare che si tratti di differenze nella capacità dei diversi paesi a combattere la discriminazione. Ma questo non è ciò che emerge dai dati TIES. Le varie nazioni sono abbastanza differenti tra loro nella legislazione anti-discriminazione che hanno introdotto. Ma se si esamina il tasso di disoccupazione dei giovani turchi in Svizzera, Germania, Austria, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Svezia, non emerge nessun rapporto con l’indice delle politiche d’integrazione MIPEX: i paesi in cui la legislazione contro la discriminazione è più completa non sono quelli in cui lo svantaggio delle seconde generazioni nel mercato del lavoro è minore (Lessard-Phillips, Fibbi e Wanner 2012). Non emerge neanche un rapporto con le esperienze personali di discriminazione dichiarate dai giovani durante l’intervista TIES (ibidem).
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Come promuovere l’integrazione delle seconde generazioni: nuove prospettive da una ricerca europea
